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Dario Roustayan: Strategic Business Advisor di Homy

I prefabbricati rappresentano una scelta moderna, attuale ed ecologica per la costruzione di edifici di ultima generazione: l’offerta sul mercato è molto varia, e riguarda strutture in acciaio, legno e cemento.

Fra queste, le soluzioni modulari costruite a secco in acciaio, come quella di Homy, garantiscono vantaggi significativi sotto vari punti di vista.

Abbiamo intervistato Dario Roustayan, Strategic Business Advisor di Homy, per capirne di più su come opera questa tipologia di realtà.

Quali sono gli aspetti che rendono unica l’azienda Homy, rispetto alle altre realtà che producono prefabbricati?

Dario Roustayan: “Homy è un’azienda internazionale con base a Lugano, specializzata nella realizzazione di prefabbricati modulari in acciaio steel-frame leggero. Il sistema di questa impresa edile si riconosce per la sua semplicità: ogni costruzione viene progettata e pre-assemblata, prima di essere smontata e spedita in qualsiasi Paese ve ne sia necessità.

Grazie alla tecnologia brevettata, questo modello di edificazione risulta essere la più performante sul mercato, grazie all’incomparabile leggerezza dei suoi componenti, oltre che alla sua estrema facilità e velocità di assemblaggio. Inoltre, i cantieri non richiedono nemmeno l’utilizzo di mezzi pesanti, contribuendo all’abbassamento totale di tempi e costi”.

La gamma di soluzioni proposte da Homy è ampia e può essere adattata a diversi segmenti di mercato, ambito geografico e progetti, oltre che essere capace di adeguarsi a diversi livelli di prezzo”.

Molti sono scettici riguardo alla velocità e semplicità di costruzione degli edifici prefabbricati, credendoli per questo meno resistenti rispetto a quelli realizzati con le tecniche tradizionali. Questo pensiero è fondato?

Dario Roustayan: “Le strutture sono semplici e veloci da costruire, ma non hanno nulla da invidiare a quelle costruite tradizionalmente, per comfort, design e qualità. Anzi… Una parte di pubblico è ancora reticente a questa tipologia di costruzioni, perché vedono i prefabbricati come una scelta secondaria. Rappresentano invece un’alternativa valida, conveniente e soprattutto in crescita esponenziale rispetto ai sistemi costruttivi tipici, in grado di porre anche una particolare attenzione al risparmio energetico. Il loro vantaggio principale, è quello di poter essere realizzate ovunque perché non richiedono particolari condizioni climatiche o tipologie di terreno”.

Che tipo di riconoscimento avete ottenuto per il vostro operato?

Dario Roustayan: “Le certificazioni attestano l’impegno di Homy verso l’ecosistema e le persone: la nostra azienda si distingue per competenza, innovazione e rispetto dell’ambiente, garantendo la sicurezza di ciò che produce.

Il sistema Homy detiene diversi riconoscimenti, i quali attestano l’applicazione ed il mantenimento di un sistema di gestione e di organizzazione del lavoro conforme a specifiche norme di riferimento, valide a livello internazionale. La tecnologia adottata da Homy, attraverso partnership strategiche, ha ottenuto l’European Tecnical Approval (ETA) che ha validato positivamente le performance delle pareti, del tetto e delle finestre; l’EN 1090 che ha valutato la conformità delle prestazioni dei componenti strutturali; l’ISO 9001 che attestare la gestione della qualità; VKF, la certificazione svizzera di resistenza al fuoco; e la Guarantee of Anti-Seismic Resistance del progetto ELISSA dell’Unione Europea”.

Dove è localizzato il sistema produttivo?

Dario Roustayan: “Homy può contare su partner manifatturieri localizzati in Svizzera ed in Turchia, che producono secondo specifiche e dettami dell’ufficio tecnico della nostra Azienda. Negli stabilimenti produttivi vengono lavorati e tagliati a misura i profili in acciaio, curato l’approvigionamento dei vari materiali, e, se richiesto dal progetto, viene anche realizzato il pre- assemblaggio di tutti i componenti, fra cui i tamponamenti ed i serramenti.

A chi si rivolge principalmente l’azienda con i propri prodotti?

Dario Roustayan: “Homy si divide in due appendici: da un lato Homy Steel che si occupa di progetti di edilizia residenziale e commerciale di alta fascia, oltre che applicazioni speciali quali sopraelevazioni e involucri esterni; dall’altro Homy Prefab, invece, si occupa principalmente di soluzioni di affordable housing e realizzazione di campi base per cantieri e postazioni militari.

Mai come oggi, imprese di costruzione, architetti, investitori pubblici e privati, necessitano di soluzioni sempre più competitive e di maggiore flessibilità per i propri progetti.

L’azienda si rivolge con queste due divisioni al target dei general conatractors, Real Estate e agli sviluppatori, alle compagnie petrolifere e del settore minerario, nonché a tutte le agenzie delle Nazioni Unite e alle principali organizzazioni internazionali non governative, per servire tutte le loro rispettive operazioni e siti in tutto il mondo.

In generale, Homy viene in aiuto a tutti coloro che hanno bisogno di soluzioni edilizie rapide, e facili da costruire e convenienti, e in alcuni casi viene richiesto che siano anche in grado di portare il know-how innovativo in certi Paesi”.

Ha parlato di soggiorni per campi di lavoro temporaneo. Come vengono progettati e gestiti?

Dario Roustayan: “Homy crede fermamente nell’importanza di fornire ambienti attraenti e sicuri per la forza lavoro: risulta essere infatti una risorsa chiave per migliorare la produttività. L’azienda rispetta e preserva anche i diritti umani e le diversità dei lavoratori: i siti vengono costruiti tenendo conto di tutte le variabili di progetto, come ad esempio l’area geografica di destinazione, l’ambiente culturale e la portata del progetto.

Nel rispetto di questa visione, l’azienda lavora in partnership con i propri clienti, al fine di disegnare e realizzare i Site Camp più adatti alle loro esigenze.

Inoltre, come parte del suo programma interno di CSR (Corporate Social Responsibility), Homy si impegna a implementare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite anche attraverso il braccio filantropico “Building Peace Foundation”, con il quale sta costruendo strutture educative per rifugiati e persone bisognose, mettendo a disposizione la sua tecnologia e collaborando con il forte impegno delle comunità locali”.

Quali sono le prospettive future di Homy?

Dario Roustayan: “È stata registrata una crescente domanda di soluzioni modulari prefabbricate di nuova generazione, in grado di risolvere il problema degli alloggi a prezzi accessibili.

Ad oggi si registra poi un continuo aumento drammatico della domanda di housing con l’aumentare del tasso di urbanizzazione nei Paesi sotto sviluppati ed in quelli in via di sviluppo. Si stima che, entro il 2025, il numero di persone nel mondo che vivono in baraccopoli o in alloggi inadeguati, potrebbe essere pari a circa 1,6 miliardi, ovvero un terzo di tutta la popolazione urbana mondiale.

L’obiettivo che si pone l’azienda di fronte a questo scenario è quello di rispondere all’emergenza abitativa per fasce meno abbienti della popolazione, con particolari accorgimenti per i Paesi sottosviluppati o in via di sviluppo. Spesso questi utilizzano sistemi costruttivi tradizionali in calcestruzzo o con blocchi di cemento realizzati interamente in cantiere, generando sforamenti dei budget e delle tempistiche, per non contare il deterioramento della qualità delle costruzioni a lungo termine.

Homy vuole proporre un prodotto competitivo, garantendo una qualità europea, certificata, con un comfort climatico e acustico ai massimi livelli e un grande pregio estetico.

Questo perché secondo Homy, tutti, nel mondo, hanno diritto ad una casa e a vivere dignitosamente secondo un canone estetico e di comfort abitativo adeguato”.

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